Gita a Bologna: anche Nettuno è neroazzurro
Scritto da nino44: domenica, 22 novembre 2009 ore 18:43 | link | email! | commenti (1)

Allora, che dire, andando a Bologna mi si è rafforzata l'idea che davvero esistano due Italie.  Bologna mi è parsa una Signora sobria ed elegante in confronto a Roma che con gli anni si è un po'  forse lasciata andare acquistando un aspetto alquanto smandrappato forse perchè nel corso del tempo corrotta da una politica corrotta. Non ho notato periferie deturpate e deturpanti e girando per il centro mi sentivo in imbarazzo quando rimanevo con la cicca in mano cercando di fare del mio meglio guardandomi attorno con una qual certa circospezione. Bellissimo il centro storico:  Piazza Maggiore, San Petronio, le due torri, la fontana del Nettuno e dintorni...ecco, la fontana del Nettuno, con quel   marcantonio che domina dall'alto senza alcun imbarazzo...mia moglie ha detto che mi somiglia tanto in tutto e per tutto...boh, se lo dice lei ci devo credere. Negozi da sogno, con pasticcerie che sembrano boutique; vetrine con capi di abbigliamento molto eleganti, ma certo 370 euri per un pullover faccio a meno...
Sono gentili i bolognesi, anche gli edicolanti  augurano buona giornata. Poi oh, ragazzi, i bolognesi son comunque sempre italiani e sarà per questo che domenica mattina anzichè affollare San Petronio affollano gli stand della cioccolata nella piazza antistante senza farsi troppo problemi se togliere o non togliere il crocifisso.
 
Lo Stadio, praticamente in città, mi ha dato l'idea di un salotto un po' datato ma confortevole: si raggiunge comodamente a piedi dall'hotel, venti minuti di passeggiata e sei lì.  Dal settore ospiti passando alla curva San Luca fino  quasi a metà sotto la torre centrale del settore distinti era quasi tutto neroazzurro e questo aggiungeva confort al confort, non mi sono sentito né solo né estraneo. Unico neo...forse sono stato l'unico pirla che si è fatto sequestrare l'accendino all'entrata; da buon italiano avrei dovuto dichiararmi non fumatore; la ragazza addetta non ha voluto saperne della mia faccia rassicurante dicendo che non costituiva fattore sufficiente per concedere una eccezione. Non poteva chiudere un occhio insomma, né mai io glielo avrei chiesto: erano troppo belli. Come i bimbi vestiti di neroazzurro...sono tutti belli i bimbi, ma quelli vestiti di neroazzurro hanno un fascino particolare.
La partita sapete tutti come è andata, ma io che sono esigente sono rimasto quasi completamente soddisfatto a metà...non c'è bisogno di cincischiare tanto per sistemare certe pratiche...insomma sono del parere che non bisogna mai rimandare al secondo tempo quello che si può fare nel primo. Comunque bella partita quella dell'Inter; le mie remore sono tipicamente mie, soggettive, innescate da ansie che derivano dalla rotondità della palla.

Di ritorno dallo stadio verso l'albergo un signore ci fa...come è finita la partita? dico, 3-1 per l'Inter...replica, allora è andata male? no-  faccio io - guardi che è andata benissimo. Mi ha guardato stranamente interdetto, sarà stato forse per l'accento romano...vabbe'  poi ognuno per la sua strada.

Per cena un elegante ristorante: raffinato antipasto di mare freddo e caldo, delicate pappardelle con gamberi e zucchine, sorbetto e un grappino davvero speciale. Era gestito da marocchini, di Marrakesh. Poi, breve tour di Bologna by night....e poi e poi ci ha pensato Nettuno, e buona notte. 




 

Io me ne vado
Scritto da nino44: venerdì, 20 novembre 2009 ore 21:57 | link | email! | commenti (8)



Non ci sto più capendo una mazza. Del virus H1N1 se ne parla ormai solo una volta a settimana, ma non si aggiornano più le statistiche dei contagiati e dei decessi forse per non allarmare eccessivamente; ora la tendenza è andare sul fantascientifico e parlare di invisibili mostriciattoli che mutando continueranno ad ansimarci addosso senza che noi riusciamo a percepire la loro presenza; quando la percepiremo sarà forse troppo tardi, nel senso che forse il virus ci avrà ghermito e a quel ounto non ci rimane altro che supplicarne la clemenza. Il vaccino sembra funzionare a fasi alterne e sembra al momento avere gli stessi effetti della cura Brunetta: a ottobre boom di malati e di assenze negli uffici pubblici. Spero che a nessuno venga in mente di chiamarlo vaccino Brunetta. Potrebbe diventare più letale di quanto non lo sia già.

In TV trova spazio una squilibrata che molto seriamente afferma di avere prove inconfutabili dell'innocenza di Izzo, il mostro del Circeo, forse in qualche modo rapita dal di lui fascino e sotto l'effetto di una forma di sindrome di Stoccolma, si dichiara disposta a sposarlo. Problemi suoi. Ma non vedo perchè fosse tanto impellente farlo sapere a milioni di italiani. Quella che invece doveva farci sapere qualcosa era Brenda: chi ha qualcosa da dire lo dica ora o taccia per sempre. L'hanno suicidata a Brenda e così facendo ha scelto di tacere per sempre. Che sotto sotto ci siano grossi uccelli vaganti lo afferma  una trans collega di Brenda ospite di Lilli la Rossa Gruber. Quisquiglie: non si arriverà da nessuna parte nonostante ci si possa sensatamente domandare, perchè Brenda? perchè ora? Scommetto si tratta di rumeni, come al solito.  Ecco, magari le cose che sapeva Brenda potevano davvero interessare a milioni di italiani. M forse sono tutti un po' stanchi di gossip.

Che tristezza: il nostro non è riuscito a diventare nemmeno Mr Pesc, ma il mio sonno comunque non sarà turbato per questo. Quello che a me interessa è che la crisi non c'è più, le nostre banche sono solidissime e che il CERN ha riacceso i motori presumo per riprovare a sparare particelle un po' alla cazzo; però leggo di fabbriche chiuse, PIL previsto in calo, debito pubblico previsto in aumento, e banche solidissime con 20 miliardi di perdite previste a fine anno; sarà per questo che mi hanno fatto una vantaggiosissima proposta di pronti contro termine; anche per l'influenza A in effetti per l'Italia non c'era da temere alcunchè...a meno che il virus H1N1 dovesse contrarre l'aviaria, ho letto; per ora da qualche parte ha solo subito mutazioni il virus, tipo trans e dunque, anche solo così, tanto tranquillizzante non è .

Di uccelli vaganti ne girano davvero troppi; non mi ci raccapezzo più. Non mi rimane dunque che accendere il TOM TOM e impostarlo a dovere con destinazione Via Andrea Costa 174- 40134 Bologna. Inter, non deludermi!
Che ne faccio di strada, cazzo...e pago io...



 

Spuntino: Meno male che il ricco c'è...
Scritto da nino44: martedì, 17 novembre 2009 ore 06:49 | link | email! | commenti (5)



...che se non c'era il ricco, chi la faceva l'elemosina al poverello? Non ho ancora ben capito una cosa: La fame nel mondo serve a organizzare le riunioni alla FAO, o le riunioni alla FAO servono a combattere la fame nel mondo? E di domande così ce ne sarebbero tante... Di attualità, per esempio: il vaccino serve a combattere il virus o il virus serve a fabbricare il vaccino?  Vabbe' insomma, abbiamo capito: il povero ha una sua funzione, nobile funzione, quella di nobilitare il ricco... Che senza povero, senza fame nel mondo, il ricco cosa cazzo farebbe? Non potrebbe nemmeno appellarsi al legittimo impedimento... O forse sì, troverebbe un'altra scusa. Sai cosa cazzo gliene frega della fame nel mondo...

Noi, per fortuna, in Italia almeno per il momento non abbiamo problemi di alimentazione. Io, ad esempio, mi son potuto permettere il lusso di perdere 15 chili, ma li ho persi aggratis; c'è gente che per il lusso di perdere 15 kgs si permette il lusso di pagarsi palestre saune e massaggi. Sandro Bondi che non ha problemi di linea, nel senso che proprio non se li pone, è allarmato da un altro problema: l'assedio della Santa Inquisizione alla democrazia. E traduce il concetto in poesia: Vita assediata, vita torturata, vita perseguitata, vita stroncata, vita esagerata, vita spericolata, vita fottuta,  vita del cazzo.. Quella di Silvio magari.  Ma le forze del male non prevarranno. Sarebbe la prima volta che vedo una arrampicata sugli specchi andare a buon fine. Ma vuoi mettere... Silvio...

A dar man forte al mite Sandro Bondi, Sallusti, vicedirettore del Giornale (di famiglia), un tipo dalla faccia da tubero sfigato e con un ghigno  che suscita più simpatia del ghigno di facocero Belpietro. La bava vischiosa rende percorribile l'arrampicata sugli specchi, ma fa così schifo che davvero non riesco a capire come li si possa seguire in certe arrampicate.
Insomma per chi non lo avesse capito, ieri stavo guardando l'Infedele e la cosa che più mi ha sorpreso, dopo tanto tempo che non lo seguivo, è quanto mite sia diventato il sempre argutissimo Gad Lerner. Forse sarà stata la presenza di Sandro Bondi, che se ci badate bene ha la faccia del mite agnello redentore; e il tono di voce spesso lamentosamente liturgico e penitenziale. 

A proposito di fame nel mondo: questa volta son qui che aspetto anche io: che  mi servano il bollito. Io che la Democrazia è sotto assedio non ci credo nemmeno se lo vedo; piuttosto ho la sensazione che stia andando a puttane... Per favore, fate presto...E' quasi cotto. 




Le Metamorfosi
Scritto da nino44: venerdì, 13 novembre 2009 ore 08:11 | link | email! | commenti (3)



Ma quanto lavora per noi quest'uomo, un uomo che aveva addirittura trovato il tempo per telefonare personalmente a Marazzo per fargli certe confidenze e per indicargli la strada su come togliere dal mercato il porno-trans-video. Ora improvvisamente alle prese con un' altra preoccupazione che toglie il sonno ad una marea di cittadini: la lunghezza dei processi. Toh, si sono accorti che i processi durano troppo a lungo. E pensare che per alleviare il lavoro degli spazzini sarebbe sufficiente che tutti si convincessero a non buttare più rifiuti per terra. Insomma, un atteggiamento più improntato al senso civico e alla legalità contribuirebbe a risolvere certi problemi e sovraccarichi di lavoro. 

Ne sono certo, anzi certissimo, tra qualche tempo più o meno lungo o più o meno breve (a secondo dei gusti)  ci renderemo conto di quanto ridicolo sia stato questo piccolo paese a farsi avvolgere, narcotizzare e immobilizare nella tela di un berlusconismo becero e umiliante per una moderna democrazia;  oggi siamo - e non da ora - alla condanna aperta e diffusa non del berlusconismo ma dell'antiberlusconismo del quale - a detta di molti - non si capiscono le ragioni. Il vero male dell'Italia. Un po' come meravigliarsi del fatto che a suo tempo il fascismo avesse potuto generare un movimento e un sentimento antifascista. E infatti è in corso un molto significativo revisionismo del fenomeno.

Vado un attimo in cucina per prendere un caffè e me lo ritrovo avvelenato; la TV  è sintonizzata su Canale5 dove tentano di spiegarmi che il cavaliere, con questa storia dei processi brevi sta lavorando per noi. Oramai siamo alla farsa conclamata, tipo bagaglino e anche la realtà più evidente viene manipolata alla bisogna. Procedimento semplice tant'è che a spiegare che il cavaliere sta lavorando per noi c'è un certo Maurizio Gasparri. Insomma, non hanno nemmeno bisogno di impegnarsi tanto. Il devoto, ieratico, compunto Capezzone verrà più tardi, seguito da un nutrito e puntuale stuolo di ascari di regime. Ma io con me per fortuna ho sempre le mie dosi di antidoto che quanto meno  prevengono la necrosi cerebrale

Insomma stanno cercando di farci credere che l'antiberlusconismo è un po' come il ponte sullo Stretto: campato per aria. Me ne convinco nell'apprendere la nascita di un nuovo soggetto: Alleanza per l'italia; Rutelli sta subendo una metamorfosi...sta diventando devoto, compunto e ieratico come il sue amico Capezzone...avviluppato nella tela e narcotizzato come tanti. 



Quanto dista l'Old Trafford dal Meazza?
Scritto da nino44: lunedì, 09 novembre 2009 ore 10:11 | link | email! | commenti (2)


Mi domando, pensando alla "giornata calcistica" di ieri, ma i tifosi del Manchester United? Come avranno reagito in Inghilterra i tifosi del Manchester United? Penso che i più avranno forse bevuto qualche bicchiere in più e che saranno andati a letto con mente rilassata anche se forse leggermente obnubilata da qualche boccale di birra. Certamente non penso abbiano riversato sulla propria squadra insulti e frustrazioni per la sconfitta subita ad opera del Chelsea ieri a Stamford Bridge. Ma quanto è lontano lo Stadio Meazza da Stamford Bridge? o dall'Old Trafford?

Per chi non lo sapesse, ieri l'Inter ha pareggiato con la Roma in quel di San Siro e la cosa a molti interisti non è piaciuta. A me, a dire il vero, ha lasciato alquanto indifferente, ritenendolo in via preventiva un risultato altamente probabile: dopo un picco (Kiev) di agonismo e di emozioni, come dice il nostro simpatico Tremonti, c'è sempre un vimbalzo; anche in considerazione del fatto che, apparentemente, per la Roma la seconda partita più importante della stagione dopo il derby con la Lazio è quella con l'Inter. Una buona prestazione e magari un non insuccesso contro l'Inter per loro costituisce lavacro purificatore; ognuno si accontenta e gode come può. Anche perchè immancabilmente e puntualmente riescono a trovare il modo di versare fiumi di lacrime che, si presume a questo punto, sia un ulteriore modo per godere con una pratica autoconsolatoria tipo masturbazione (mentale). 

Quello che invece da interista non capisco sono le (fantasiose) aspettative di molti di poter vincere tutte le partite fino alla fine della stagione calcistica: sarebbe bello, ma bisognerebbe spiegare a quei molti che non è possibile: as simple as that...direbbero gli anglosassoni, quelli che frequentano Stamford Bridge o Anfield Road  o l'Old Trafford. E in questo contesto sentire tifosi interisti dare del "merda" ai propri giocatori per un pareggio, sia pure con una Rometta d'emergenza, dopo una prestazione come quella di Kiev, mi sembra davvero da squilibrati mentali.

Queste sono le considerazione che mi vengono spontanee dopo la partita di ieri sera finita in parità; partita in cui, nonostante tutto, l'Inter non ha mai dato l'impressione di poterla perdere, ma nemmeno ha fatto abbastanza per poterla vincere. Non mi addentro nei perchè, prendo atto del risultato come cosa del tutto possibile e normale in un contesto stagionale lungo e difficile. E contemporaneamente lascio ad altri  le maledizioni per un pareggio, ma più volentieri lascio ad altri l'euforia vittimistica per lo stesso pareggio, o l'euforia per una vittoriuzza a Roma contro la Lazio di questi tempi, o di una vittoriona in quel di Bergamo contro una Atalanta nella stessa condizione della neve sciolta. Io sto bene dove sto!

E infine un desiderio: sulla strada della piena consapevolezza e della piena realizzazione mi piacerebbe al fine vedere una Inter impostata sulla presenza contemporanea dei seguenti magnifici quattro: Eto'o, Milito, Balotelli, Sneijder ; che magari tutti magnifici ancora non sono, ma potrebbero esserlo. Vorrei vedere l'effetto che fa.

Sursum corda!



Tu sempre pietre in faccia prenderai
Scritto da nino44: giovedì, 05 novembre 2009 ore 09:48 | link | email! | commenti (3)

 

DINAMO KIEV -INTER 1-2: E poi dicono che Balotelli non esulta...

Per un interista la partita di ieri sera contro la Dinamo di Kiev potrebbe rimanere nella storia se non fosse che , per quanto importante, non ha comunque risolto ancora il problema della qualificazione: sono ancora tutte in corsa le quattro squadre, esattamente come lo erano prima di questa giornata di cempions. La differenza? Nessuna: da ultima a 3 punti con le altre tre a 4 punti, in molti la vedevano brutta la situazione dell'Inter. E ora? Da prima con 6 punti, Barcellona e Rubin a 5, Dinamo a 4? Continuano a vederla brutta, bruttisima, DICONO, e ho visto pagelle che nemmeno lucignolo. Qualunque cosa fai, dovunque tu sarai, tu sempre pietre in faccia prenderai...Non avevo dubbi, ma mi si concede che è meglio oggi dopo la vittoria di Kiev, con tutte le incognite ancora incognite, ma con una incognita in meno. Almeno per me.

La partita di ieri, soprattutto il secondo tempo, ha mostrato una squadra forte e di grande personalità; molti sminuiscono: "Tre minuti da Inter". Tre minuti? Ma che partita hanno visto questi? Io taglio corto: ho visto una partita legata con filo diretto alle precedenti con Milan, Napoli, Genova, Palermo,  Livorno...e forse ne starò dimenticando qualcuna. Insomma vedo una squadra diversa e che forse ha davvero svoltato. Nel gioco, nella personalità e nella mentalità e nella continuità. Insomma...avete presente uil ManU? ecco, qualcosa del genere.

Il calcio è uno sport appassionante; è capace di scrivere delle "historiettes" davvero interessanti, di tipo quasi stendhaliano. Azione, misteri, intrighi, noir, giallo, rosso, rosa...insomma ce n'è per tutti i gusti. Io ho una trama per una "historiette catalana": L'avevo già pensata al momento dell'addio di Zlatan Ibra Nasone, che ha deciso di andare al Barcellona per finalmente vincere la champions. Avevo pensato ad un finale soft un po' romantico: battere il Barcellona di Ibra nella finale champions a Madrid con un gol di Eto'o. Adesso mi è venuta una idea migliore. Perchè non contribuire a sbattere fuori dalla champions Ibra e il suo Barcellona già fin da subito? Al Campo Nou...e magari con uno gol di Eto'o?

Comunque ragazzi: un bel salto di qualità, l'importante è proseguire così. Ma, in questo momento di euforia non vorrei dimenticare chi soffre: I zazzaroni che si ringoiano tutto il vomito come bestie ruminanti comunque non mi fanno la benchè minima pena...e comunque è sufficiente stargli lontano per non respirare i miasmi da rigurgito.

Un plauso a Caressa, ieri mi è parso sincero, a meno che non avesse fumato o, visto il freddo, non avesse abusato di vodka; e un plauso a Francesco Repice di cui, fossi una donna, mi innamorerei; anche se, forse per motivi giornalistici si è soffermato troppo sul concetto di andata e ritorno dall'inferno; il secondo tempo di ieri è stato davvero un bel vedere anche se nel calcio, si sà, non sempre quello che si produce rende in egual misura.
Ma ieri la resa è arrivata, eccome! Andata e ritorno dall'inferno è una semplice romanzata, diciamoci la verita, per sottolineare il thrilling che è in ogni impresa che si possa chiamare tale.

Sotto a chi tocca!





In attesa del big-one
Scritto da nino44: lunedì, 02 novembre 2009 ore 08:55 | link | email! | commenti


 
Ho fatto una gita a Livorno, con l'intento primario di fare una gita e, secondario, di andare a vedere Livorno-Inter, partita che ritenevo iodenea al mio rientro sui campi da gioco dopo un lunghissimo periodo di astinenza, se si esclude la partecipazione festaiola del tipo Inter-Siena del campionato scorso.

Arriviamo a Livorno verso le 10.00 e ci dirigiamo direttamente all'Ardenza dove era già aperta la biglietteria per procurarci i tagliandi necessari; a quell'ora niente fila e dunque velocemente verso il centro a toccare con mano la vivibilità delle belle cittadine di provincia italiane e con l'intento di scovare i noti scorci da cartolina.

Passeggiata piacevole prima in centro e poi verso il lungomare per non perdere di vista le fermate dell' 1 che ci avrebbe riportato al posto giusto in tempo utile. Uno snack veloce, pentendomi io di non aver preferito spaghetti al riccio di mare all'insalatona tonno e uova sode. Ma si trattava di andare al sodo...

Verso le 13.30 arriviamo all'Armando Picchi; e per fortuna: per accedere al nostro settore, gradinate opposte alle tribune importanti, ci hanno fatto fare una specie di periplo interminabile con visita non guidata, non richiesta e non gradita al quartiiere dell'Ardenza. Lo Stadio necessiterebbe di un re-styling, almeno una intonacata e una pittata potrebbero dargliela per non farlo sfigurare all'interno di questo quartiere che mi è parso abbastanza elegante tipico di media borghesia. Gli addetti in pettorina gialla non mi sembravano poi così addetti: ci hanno fatto fare due volte la scalata fino alla fila N posti 335 e 337; la prima dalla parte sbagliata che i numeri dispari stavano dalla parte opposta. Insomma verso le 14.20 eravamo in postazione.

Accanto a me un signore di una certa età con figlietto o nipote, non saprei, accento toscano; dai primi spunti di Mansini ho scoperto essere interista: sospirava e smadonnava un modalità muta; ho percepito e ho cercato di sintonizzarmi con lui per trovare e offrire solidarietà. Al primo gol dell'Inter mi sono compromesso: glio ho battuto due volte la mano sul ginocchio; chissà cosa avrà pensato, ma l'amore è l'amore, e l'amore per l'Inter unisce anche a costo di qualche malinteso.

Dietro di me una coppia: Lui milanese che parlava inglese ad una signora che lo accompagnava; erano discretamente interisti anche loro, ma lui smadonnava perchè - dice - durante il primo tempo avevo abusato con qualche sigaretta di troppo...ma vaffanculo, a me lo dici!

Il secondo gol, quello di Maicon induce il signore accanto a me ad alzarsi prendere il pargolo e andarsene: non so se perchè finalmente tranquillizzato o se per evitare un'altra palpata sul ginocchio.  
E il secondo gol induce i livornesi, quelli della curva, a dedicare le proprie attenzioni a quello che se anche condannatto, non si dimetterà per difendere la democrazia: ecco, anche i livornesi, quelli da curva, hanno momenti di lucidità.

Insomma LIVORNO - INTER 0-2 e tutti a casa a più sette. Agli addetti ai lavori e non, non rimane altro che attendere il big-one, che presumibilmente arriverà a Kiev. Si tratta solo di vedere chi rimarrà sotto le macerie.